Home PageChi SiamoDocumentiContattaciLinkLink

Lo Sviluppo

L’idea di base dell’Educativa territoriale mirata a ragazzi dell’area penale esterna (il primo dei nostri servizi di accompagnamento educativo ad essere attivato nel marzo del 1999 grazie a fondi ex legge 285/97 ) viene dalla necessità di rispondere a esigenze specifiche del territorio cittadino riscontrate dal Tribunale per i Minorenni, dall’Ufficio di Servizio Sociale per i Minorenni del Ministero della Giustizia e dai Servizi Sociali dell’Ente Locale.
Si trattava di intervenire nell’ambito della devianza minorile con modalità che, da un lato, garantissero la personalizzazione dell’intervento e, dall’altro, offrissero la possibilità reale di sostenere i ragazzi durante – e oltre - l’iter penale, fornendo loro risposte propositive e adeguate al disagio emotivo, comportamentale e sociale che essi mostrano così frequentemente di vivere.

Sulla base di questa prima esperienza, nell’aprile del 2005 si avvia l’Educativa Territoriale mirata a minori sottoposti a provvedimento civile dell’Autorità Giudiziaria e affidati al Servizio Sociale.“
Questo servizio, nasce dallo stimolo del Tribunale per i Minorenni e dalle sollecitazioni dei Servizi Sociali territoriali che, giudicando positiva l’esperienza condotta sui soggetti dell’area penale, premono perché si sperimenti un progetto di accompagnamento educativo per i “loro ragazzi”, soprattutto quelli con alle spalle un contesto familiare degradato e con gravi problemi scolastici.
Infine, la valutazione dei risultati sui servizi attivati ci hanno permesso di sostenere, in questo fortemente supportati dall’USSM, la necessità che gli stessi fossero integrati per rispondere meglio alle esigenze e ai bisogni emergenti da una parte consistente dei ragazzi seguiti.

Tali bisogni possono così sintetizzarsi:
• necessità di un accompagnamento sempre più personalizzato rispetto ad un target particolare ma in crescita, minori/giovani che oltre alla eventuale situazione penale presentano un marcato disagio psico-sociale
• necessità di rispondere alle esigenze di quei ragazzi che non sono ancora in grado, per vari motivi, di accedere, anche supportati, al mercato del lavoro (fosse pure quello cosiddetto “protetto”);
• necessità di strutturare percorsi educativo/formativi flessibili, “tagliati su misura” sul target individuato che in genere non “regge” la scuola, ma anche la formazione professionale così come strutturati.
Nasce così, prima il servizio di “Accompagnamento educativo di ragazze/i dell’area penale esterna prevalentemente rivolto a adolescenti con marcato disagio psico-sociale” (operativo dal 2005 a fine 2007 tramite fondi APQ- Accordo Programma Quadro Stato Regione), e poi grazie al contributo della Fondazione per il Sud l’attuale “Accompagnamento educativo di ragazzi/e con forte disagio scolastico e sociale e a rischio dispersione”.


~
INDIETRO